Festival della Psicologia: Villa Alba di Veroli porta in scena la cultura della riabilitazione
Durante il Festival della Psicologia, il Centro di Riabilitazione Ambulatoriale e Semi-residenziale di Villa Alba di Veroli ha condiviso una riflessione profonda sul significato della riabilitazione e sul suo valore sociale e umano che rappresenta la dimensione professionale e personale di ogni componente dell’equipe riabilitativa.
Al centro dell’intervento, la consapevolezza che la riabilitazione non è solo un percorso terapeutico, ma un modo per restituire consapevolezza: consapevolezza di ciò che si può fare, di ciò che ancora è possibile, non di ciò che limita.
Un invito a costruire una cultura della riabilitazione empatica, capace di generare legami, promuovere inclusione e creare una società più attenta ai bisogni reali delle persone. Perché la disabilità — è stato sottolineato — non è una mancanza, ma una forma diversa di relazione con il mondo.
Nel corso dell’evento, l’équipe di Villa Alba di Veroli ha presentato i propri percorsi di riabilitazione ambulatoriale e semi-residenziale rivolti a bambini, adolescenti e adulti, illustrando come il lavoro integrato tra professionisti, famiglie e territorio accompagni ogni persona nel proprio cammino di crescita, autonomia e partecipazione.
È stato evidenziato il modello multidisciplinare che coinvolge logopedisti, terapisti della neuro e psicomotricità dell’età evolutiva (TPNEE), educatori e psicologi.
Le attività dei servizi semi-residenziali sono state descritte nei diversi percorsi per bambini, adolescenti e adulti, con particolare attenzione al potenziamento cognitivo, alle abilità comunicative e relazionali, alla gestione delle emozioni e allo sviluppo dell’autonomia quotidiana.
Tra gli strumenti utilizzati: la Comunicazione Aumentativa e Alternativa (CAA), i giochi di ruolo, le attività strutturate e i percorsi di regolazione emotiva, sempre in stretta collaborazione con la scuola e la famiglia, considerate parte integrante del processo riabilitativo.
Durante la presentazione sono stati proiettati due video:
- il primo, dedicato alla vita quotidiana nel servizio semi-residenziale, ha raccontato il lavoro e le esperienze dei pazienti durante le attività;
- il secondo, dal titolo “Cosa vuoi fare da grande?”, ha raccolto i desideri, le speranze e le prospettive future dei ragazzi, offrendo uno sguardo autentico e commovente sul significato del “possibile”.
Un momento speciale è stato riservato ai laboratori espressivi, nati con l’obiettivo di offrire ai bambini e ai ragazzi uno spazio libero, sicuro e stimolante in cui potersi esprimere attraverso il colore, il gesto e la creatività.
Questi laboratori promuovono inclusione, interazione e socializzazione, permettendo a ciascuno di utilizzare le proprie abilità e di scoprire nuove forme di comunicazione e relazione.
In chiusura, l’équipe di Villa Alba ha ricordato che la riabilitazione è, prima di tutto, una forma di relazione: un cammino condiviso che aiuta ogni persona a ritrovare fiducia, partecipazione e appartenenza. “Costruire una cultura della riabilitazione significa questo: curare le relazioni, non solo i corpi. Dare valore a ciò che c’è, non a ciò che manca.”

