Giornata mondiale del cuore, prevenzione ancora decisiva: «Controllare i fattori di rischio prima dei sintomi»
Il cuore si protegge prima che arrivino i sintomi. È questo il messaggio al centro della Giornata mondiale del cuore, che si celebra il 29 settembre e richiama ogni anno l’attenzione sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, ancora oggi tra le principali cause di morte in Italia e nel mondo.
Infarto, ictus e altre patologie cardiovascolari non dipendono infatti soltanto dall’età o dalla predisposizione familiare. Una parte importante del rischio è legata a fattori sui quali è possibile intervenire: fumo, sedentarietà, sovrappeso, pressione arteriosa elevata, diabete, colesterolo alto e alimentazione non equilibrata.
La prevenzione diventa quindi una questione che riguarda tutti, anche in un territorio come quello di Guidonia, Tivoli e della Valle dell’Aniene, dove l’aumento dell’età media della popolazione rende ancora più importante diffondere una maggiore cultura dei controlli e degli stili di vita corretti.
«Uno degli errori più frequenti è pensare al cardiologo soltanto quando compare un disturbo – spiega il Dott. Dario Giordano, cardiologo di Villa Dante a Guidonia –. La prevenzione cardiovascolare dovrebbe invece iniziare prima, soprattutto in presenza di fattori di rischio. Conoscere i propri valori di pressione, glicemia e colesterolo, controllare il peso, non fumare e praticare attività fisica con regolarità sono elementi fondamentali. Anche la familiarità deve essere considerata con attenzione, perché può suggerire l’opportunità di controlli più precoci».
Uno dei problemi è proprio la natura spesso silenziosa di alcune condizioni. L’ipertensione, ad esempio, può rimanere a lungo senza sintomi evidenti. Lo stesso vale per valori elevati di colesterolo o glicemia, che possono contribuire nel tempo allo sviluppo di malattie cardiovascolari senza dare segnali immediatamente riconoscibili.
Per questo gli specialisti insistono sull’importanza di conoscere il proprio profilo di rischio, soprattutto dopo i 40 anni o quando sono presenti familiarità, fumo, diabete, obesità o precedenti problemi cardiovascolari.
Accanto ai controlli, resta centrale lo stile di vita. Camminare e svolgere attività fisica regolare, ridurre la sedentarietà, seguire un’alimentazione equilibrata, limitare il consumo di sale, mantenere il peso sotto controllo e smettere di fumare sono comportamenti che possono incidere concretamente sulla salute del cuore.
Diverso è il caso dei sintomi improvvisi. Dolore o forte oppressione al petto, difficoltà respiratoria, sudorazione intensa, nausea o dolore che si irradia verso braccia, spalle, collo o mandibola devono essere considerati segnali da non sottovalutare e richiedono una valutazione urgente.
La Giornata mondiale del cuore diventa così soprattutto un promemoria: la prevenzione cardiovascolare non coincide con un singolo esame, ma con un percorso che accompagna la vita quotidiana.
Conoscere i propri fattori di rischio e intervenire per tempo resta una delle strategie più efficaci per proteggere il cuore, prima che sia il cuore stesso a chiedere attenzione.
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