L’osteoporosi è una malattia silente e progressiva.
Spesso si manifesta quando l’impoverimento della massa ossea è cosi consistente che basta un microtrauma per fratturarsi. «E’ una patologia ancora troppo spesso sottovalutata – spiega Alain Rocco, responsabile dell’U.O. di Medicina Fisica e Riabilitazione di INI Villa Dante a Guidonia – Una ‘ladra di ossa’ subdola e asintomatica che si manifesta in età avanzata e colpisce soprattutto le donne in post menopausa. Anche gli uomini, però, possono soffrire di osteoporosi ma la perdita di calcio avviene più tardi e più lentamente rispetto alle donne».
Quali sono i sintomi per l’osteoporosi?
Molto spesso, nella fase iniziale, la malattia non dà sintomi premonitori e non provoca dolori perché la perdita di densità ossea avviene in maniera molto graduale. Ma quando è bene preoccuparsi per l’osteoporosi? Massima attenzione ad una postura incurvata; a un significativo calo della statura causata dallo schiacciamento dei corpi vertebrali e a un dolore significativo alla schiena e all’anca quando si sta troppo tempo in piedi. Le fratture da fragilità ossea – a volte basta un piccolo sforzo, come sollevare la borsa della spesa, per causarle – come quelle di femore, polso, omero e i cedimenti vertebrali sono, non solo la manifestazione della patologia, ma l’evidenza che l’osteoporosi è in uno stato avanzato.
Come avviene la diagnosi?
È molto importante ribadire che l’osteoporosi è una malattia silente e quindi una diagnosi precoce è fondamentale. L’esame per stabilire una diagnosi è la MOC, mineralometria ossea computerizzata, che misura la quantità di minerali presenti in particolari zone come il polso, il femore o la colonna nella parte lombare. È un errore pensare che la MOC total body dia risultati più attendibili e precisi.
È un esame veloce, non invasivo e indolore con dosi di raggi x notevolmente inferiori a quelle utilizzate, ad esempio, nelle radiografie e per questo è un esame assolutamente ripetibile.
La radiografia è un esame in grado di evidenziare una perdita ossea solo quando ha raggiunto il 40 per cento e quindi è utile solo per evidenziare fratture o deformità scheletriche.
Ogni quanto e a che età è consigliabile fare la MOC?
La MOC rappresenta il gold standard per la diagnosi di osteoporosi e, viste le basse quantità di radiazioni emesse delle moderne strumentazioni, l’età consigliabile è a partire già dai 40-45 anni per le donne. Generalmente non serve far passare meno di 18 mesi tra un controllo e l’altro. In alcuni casi il medico potrà richiedere ulteriori esami come la TAC, tomografia assiale computerizzata quantitativa, che permette di misurare la quantità di minerale in singole porzioni di osso.
Qual è la cura per l’osteoporosi?
Non si può guarire ma molto si può fare per prevenire, rallentare, arrestare e aumentare la densità ossea. Sarà il medico decidere il trattamento più adeguato in base al sesso, l’età e la storia clinica del paziente. Una considerazione importante: la prevenzione è fondamentale e deve iniziare da giovani, con uno stile di vita sano e una buona attività fisica, per avere ossa in salute.

La salute delle ossa inizia a tavola
Ogni giorno si perde una percentuale di calcio con le urine soprattutto se si segue una alimentazione ricca di proteine, con un consumo eccessivo di sodio e caffè. Se la perdita non viene compensata, l’organismo preleva il calcio dalle ossa. Ma anche vitamina D, magnesio, potassio e vitamina K sono importanti. In particolare la vitamina D favorisce l’assorbimento intestinale del calcio. Anche alcol e fumo sono nemici delle ossa. Una attività fisica, anche moderata, regolare e se possibile all’aria aperta – l’esposizione al sole aumenta i livelli di vitamina D – è un consiglio da seguire fino a tarda età.
Eventuali integratori devono essere sempre prescritti dal medico. Ancora una volta raccomando di evitare, come spesso capita con la vitamina D, il fai da te: anche gli eccessi sono pericolosi.
Gruppo INI
Il Gruppo INI ha istituito ambulatori dedicati e abilitati dall’AIFA alla prescrizione di farmaci per la cura dell’osteoporosi grave, dove un’equipe di medici specialisti – reumatologo, fisiatra, ortopedico, endocrinologo, ginecologo – applica le moderne strategie diagnostico-terapeutiche per la prevenzione ed il trattamento dell’osteoporosi.
Inoltre, vorrei evidenziare l’uso di macchinari e tecniche – come l’esercizio terapeutico vibratorio, VIBRA – che, grazie all’applicazione di trasduttori vibratori localizzati, permette di prevenire e curare nei casi di frattura, la carenza di calcio e la fragilità ossea mediante stimolazioni terapeutiche meccaniche, efficaci sia sulla componente ossea che sulla componente muscolare.

