TECNICHE ALL’AVANGUARDIA

Con il termine chirurgia mini invasiva si intende una particolare tecnica chirurgica che permette di effettuare qualsiasi intervento riducendo il punto di entrata degli strumenti chirurgici a tagli di pochi millimetri, evitando così le ampie aperture sulla cute.

L’avvento della chirurgia mini invasiva ha rappresentato una svolta rivoluzionaria nella storia della chirurgia, tuttavia, richiedendo apparecchiature altamente sofisticate, viene eseguita solo in centri specializzati.
Negli anni ’60 e ’70 l’uso della laparoscopia diagnostica, tecnica mini invasiva, si è progressivamente affermato in ambito ginecologico, prevalentemente a scopo diagnostico.

Al momento sono pochi gli interventi chirurgici che non vengono eseguiti per via laparoscopica.

I CAMPI DI APPLICAZIONE SONO

  • cisti o fistola sacrococcigea
  • calcolosi della colecisti
  • patologie ginecologiche (cisti ovariche, miomi o fibromi uterini, prolassi vaginali etc.)
  • ernia iatale e reflusso gastroesofageo
  • malattie del colon e del piccolo intestino
  • appendicectomia ed altre urgenze
  • ernia inguinale e ombelicale
  • laparocele
  • rene
  • milza
  • surrene
  • diastasi dei muscoli retti
  • interventi per l’obesità patologica
  • malattie dello stomaco
  • malattie della tiroide

CALCOLOSI DELLA COLECISTI

La colecisti, o cistifellea, collabora ai processi della digestione concentrando la bile che verrà riversata nel duodeno dopo il pasto.
In questo processo alcune sostanze presenti nella bile possono trasformarsi in forma solida formando dei calcoli, cioè piccoli sassolini di sali, all’interno della colecisti.

La calcolosi della colecisti è una malattia molto diffusa. In Italia colpirebbe circa il 15% della popolazione generale adulta, cioè milioni di persone!

La diagnosi si conferma con una semplice ecografia dell’addome. L’unica terapia efficace e definitiva è la colecistectomia per via laparioscopica, moderna tecnica mini invasiva che comporta l’asportazione della colecisti con i calcoli al suo interno.

È considerata lo standard ideale a cui fare riferimento ed è indicata se sono comparse cattiva digestione e, soprattutto, coliche (dolori molto intensi quando i calcoli si muovono). Si effettua in anestesia generale e dura circa 45 minuti: il chirurgo pratica quattro piccole incisioni di 0,5-1 cm. di lunghezza attraverso cui introduce la sonda a fibre ottiche, collegata ad una telecamera, e gli appositi strumenti.

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