Odontoiatria e fragilità. Presa in carico globale
Un percorso dedicato ai pazienti con bisogni speciali.
La fragilità non coincide soltanto con una disabilità evidente, ma comprende un insieme articolato di condizioni cliniche, psicologiche e sociali che possono incidere in modo significativo sulla qualità del la vita della persona. Pazienti affetti da malattie croniche, come patologie cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, tumori o deficit immunitari, necessitano spesso di percorsi assistenziali dedicati, continui e altamente personalizzati.
Con l’avanzare dell’età, inoltre, la presenza simultanea di più patologie e i naturali processi di invecchiamento possono accentuare ulteriormente le condizioni di vulnerabilità, rendendo ancora più importante un approccio sanitario integrato e multidisciplinare.
In questo contesto anche la salute orale assume un ruolo fondamentale: problematiche odontoiatriche apparentemente semplici possono avere ripercussioni importanti sul benessere generale, soprattutto nei pazienti più fragili. Dolore, infezioni, difficoltà nella masticazione o nella corretta alimentazione possono infatti influire sullo stato nutrizionale, sulle relazioni sociali e persino sull’equilibrio di patologie sistemiche già presenti. Per rispondere a queste esigenze, l’INI Città Bianca di Veroli ha sviluppato un modello assistenziale innovativo, basato su multidisciplinarietà, prevenzione e presa in carico globale della persona. Ne abbiamo parlato con il dottor Michele Basilicata, responsabile scientifico dell’Odontoiatria del Gruppo INI.
Dottor Basilicata, rispetto alle condizioni di fragilità, quali sono le caratteristiche distintive dell’ambulatorio odontoiatrico dell’INI Città Bianca?
«Il nostro punto di forza è un approccio realmente centrato sulla persona. Non curiamo soltanto denti, ma ci prendiamo cura del l’individuo nella sua interezza, considerando le sue fragilità, i suoi bisogni clinici e anche le sue
paure. Abbiamo costruito un percorso multidisciplinare che, pur seguendo protocolli definiti e rigorosi, resta altamente personalizzabile in base alle necessità del singolo paziente.
Empatia, ascolto e competenza sono gli strumenti che ci permettono di instaurare un rapporto di fiducia, fondamentale soprattutto con pazienti fragili o con difficoltà di collaborazione. Il nostro obiettivo è creare un ambiente sereno, in cui il paziente possa sentirsi accolto e sicuro durante le fasi della cura».
Qual è la filosofia che guida il vostro modello di intervento?
«Lavoriamo integrando competenze odontoiatriche e mediche più ampie, per offrire un’assistenza completa e realmente efficace. li nostro modello si fonda su tre pilastri: prevenzione, terapia e riabilitazione. Puntiamo molto sulla prevenzione, perché evitare l’insorgenza di patologie orali è ancora più importante nei pazienti con bisogni speciali, dove anche un problema apparentemente semplice può avere conseguenze rilevanti sullo stato generale di salute. Parallelamente, investiamo nella riabilitazione, affinché il paziente possa recuperare non solo il benessere clinico, ma anche qualità della vita, autonomia e serenità».
Come gestite pazienti con differenti condizioni cliniche e diversi livelli di collaborazione?
«Ogni paziente è unico e richiede attenzioni specifiche. Nei casi più collaboranti interveniamo in ambulatorio con trattamenti conservativi o, se necessario, estrattivi. Quando invece la collaborazione è limitata o il quadro clinico è più complesso possiamo ricorrere al l’ausilio dell’anestesista nell’ambulatorio chirurgico recentemente attivato. Questo ci consente di lavorare in totale sicurezza e di garantire cure efficaci anche nel le situazioni più delicate, riducendo stress e disagi sia per il paziente sia per i familiari. La possibilità di modulare l’approccio terapeutico rappresenta un elemento fondamentale del nostro modello organizzativo».
Quanto è importante l’aspetto umano nel rapporto con i pazienti fragili?
«È fondamentale. Molti pazienti arrivano da noi con esperienze negative pregresse o con una forte componente di ansia e timore. Proprio per questo motivo cerchiamo sempre di instaurare un rapporto umano prima ancora che clinico. Dedicare tempo all’ascolto, spiegare con chiarezza i trattamenti e coinvolgere la famiglia aiuta a creare fiducia e collaborazione. Anche piccoli gesti possono fare la differenza nel rendere il percorso di cura più sereno e sostenibile».
Come avviene l’accesso al servizio e in che modo viene organizzato il percorso di cura?
«L’ accesso avviene tramite una prima visita su indicazione del medico di base, del pediatra o di uno specialista. Da quel momento il paziente e la sua famiglia vengono accompagnati passo dopo passo da un team dedicato, che include anche igienisti dentali. Dopo una valutazione iniziale definiamo un piano di trattamento personalizzato, condiviso con il paziente e con i caregiver. Il nostro obiettivo è quello di rendere il percorso il più semplice e sereno possibile, riducendo ansie, difficoltà organizzative e tempi di attesa».
Quali risultati avete raggiunto finora?
«I numeri ci confermano che siamo sulla strada giusta: abbiamo preso in carico molti pazienti con bisogni speciali, offrendo loro cure adeguate e migliorando concretamente la loro qualità di vita. Inoltre, l’organizzazione
del servizio ci permette di ridurre i tempi di attesa e di rispondere in modo efficace a una domanda di cura spesso trascurata. Ma il risultato più importante è vedere pazienti e famiglie affrontare con maggiore serenità il percorso terapeutico. Questo dimostra come innovazione, sensibilità e competenza possano fare la differenza nella cura delle persone più fragili».


