Calcoli e litotrissia. Patologia e trattamento.
L’INI Grottaferrata vanta 40 anni di esperienza nel trattamento di questa patologia ed è stata tra le prime in Italia a dotarsi del litotritore per il “bombardamento” e la frammentazione dei calcoli. Una lunga esperienza nell’utilizzo delle onde d’urto per i tantissimi pazienti che si sono sottoposti a questo trattamento.
Premessa importante: l’indicazione al trattamento dei calcoli con le onde d’urto dipende, in base alle Linee Guida Europee, dalle dimensioni, dalla sede e dalla composizione chimica. Quest’ultimo dato viene ottenuto mediante la valutazione delle Unità Hounsfield all’esame TC.
Cosa sono i calcoli.
La calcolosi è una patologia estremamente diffusa. Oggi rappresenta la terza più comune patologia urologica dopo le infezioni delle vie urinarie e le problematiche prostatiche, con una prevalenza del 10% circa in Italia, secondo le stime dell’Istituto Superiore di Sanità.
I calcoli renali (nefrolitiasi o litiasi renale) sono delle piccole formazioni di sali minerali che si possono formare lungo il decorso delle vie urinarie. Hanno la connotazione di piccoli sassi e derivano dall’aggregazione di alcune sostanze normalmente presenti nelle urine. Nel tempo, una volta che si sono formati, i calcoli tendono a spostarsi, passando dal rene alle vie urinarie inferiori, quindi all’uretere, da qui alla vescica e, infine, nell’uretra per essere espulsi all’esterno durante la minzione.
Spesso, la loro presenza è correlata ad una dieta incongrua a cui si associa necessariamente una sottostante predisposizione genetica e la scarsa assunzione di liquidi. La formazione dei calcoli renali è favorita, inoltre, da alcuni processi infiammatori.
Se di piccole dimensioni possono essere asintomatici e sono eliminati spontaneamente senza arrecare alcun disturbo al paziente. In altri casi, la maggior parte, i calcoli renali provocano un dolore acuto e violento nella regione lombare, tipico della calcolosi renale
Cos’è la litotrissia extracorporea
La litotrissia extracorporea (ESWL, Extracorporeal Shock Wave Lithotripsy) è una procedura medica non invasiva utilizzata per trattare calcoli renali e calcoli biliari. La tecnica utilizza onde d’urto generate esternamente al corpo per frammentare i calcoli in pezzi più piccoli, che possono poi essere eliminati naturalmente attraverso il sistema urinario.
A cosa serve
La litotrissia è progettata per rompere i calcoli presenti nei reni, nell’uretere o nella vescica, rendendo possibile l’espulsione dei frammenti attraverso il tratto urinario. Questo metodo rappresenta un’alternativa meno invasiva rispetto alla chirurgia tradizionale per la rimozione dei calcoli, offrendo una soluzione efficace e con tempi di recupero più rapidi.
Per quali patologie si utilizza
La litotrissia extracorporea è principalmente utilizzata per il trattamento di:
- Calcoli renali: formazioni di minerali e sali nel rene.
- Calcoli ureterali: calcoli che si trovano nell’uretere, il canale che collega i reni alla vescica.
- Calcoli biliari: anche se meno comune, può essere utilizzata per frammentare calcoli presenti nella cistifellea.
Tipologie di pazienti per i quali è sconsigliata
Nonostante la ESWL sia una procedura sicura e generalmente ben tollerata, ci sono alcune categorie di pazienti per cui potrebbe non essere indicata:
- Donne in gravidanza: le onde d’urto possono potenzialmente danneggiare il feto.
- Pazienti con infezioni urinarie attive: l’infezione può complicare il trattamento e aumentare il rischio di complicanze.
- Pazienti con disturbi della coagulazione del sangue: questi pazienti possono essere a rischio di sanguinamento durante la procedura.
- Persone con anomalie anatomiche significative: alcune malformazioni renali o ureterali possono rendere difficile o inefficace la procedura.
- Calcoli di dimensioni troppo grandi o duri: calcoli superiori a una certa dimensione o di composizione estremamente dura possono non frammentarsi efficacemente con ESWL.
- Obesità severa: l’eccesso di tessuto corporeo può impedire il corretto indirizzamento delle onde d’urto.
La litotrissia extracorporea rappresenta un avanzamento significativo nel trattamento dei calcoli renali e biliari, offrendo un metodo efficace, meno invasivo e con tempi di recupero ridotti rispetto alla chirurgia tradizionale. Tuttavia, è essenziale valutare attentamente ogni paziente per determinare l’idoneità a questa procedura, considerando le condizioni individuali e le possibili controindicazioni.
La preparazione alla litotrissia
La litotrissia extracorporea (ESWL) richiede una preparazione specifica per garantire la sicurezza e l’efficacia della procedura. Ecco i passaggi principali che un paziente deve seguire prima del trattamento:
- Consultazione Medica
- Esami Preliminari: prima della ESWL, il medico può richiedere esami diagnostici come ecografie, radiografie o TC per determinare la posizione, la dimensione e la composizione dei calcoli.
- Valutazione Medica: il paziente deve fornire una storia medica completa, inclusi eventuali farmaci in uso, allergie, condizioni preesistenti e storie di chirurgia. Il medico valuterà anche se ci sono controindicazioni alla procedura.
Indicazioni preoperatorie
- Dieta: generalmente, il paziente deve osservare un digiuno di almeno 6-8 ore prima della procedura. Questo significa non mangiare né bere, ad eccezione di piccole quantità d’acqua se necessario per assumere farmaci essenziali.
- Farmaci: alcuni farmaci, in particolare quelli che influenzano la coagulazione del sangue come anticoagulanti e aspirina, potrebbero dover essere sospesi alcuni giorni prima della procedura. È fondamentale seguire le istruzioni del medico riguardo la sospensione o la continuazione dei farmaci.
- Idratazione: in alcuni casi, al paziente può essere consigliato di bere molta acqua nei giorni precedenti la procedura per favorire una buona idratazione e facilitare l’espulsione dei frammenti di calcoli.
Durante la Procedura - Anestesia: la ESWL può essere eseguita con anestesia locale, sedazione o anestesia generale, a seconda del caso e delle preferenze del medico e del paziente.
- Posizionamento: il paziente sarà posizionato su un lettino apposito e potrebbe essere necessario mantenere una posizione specifica per consentire alle onde d’urto di colpire con precisione il calcolo.
Post-procedura - Monitoraggio: dopo la procedura, il paziente sarà monitorato per un breve periodo per assicurarsi che non ci siano complicazioni immediate.
- Idratazione e alimentazione: il paziente dovrebbe bere molta acqua per facilitare l’espulsione dei frammenti di calcoli. L’alimentazione normale può generalmente essere ripresa poco dopo la procedura, seguendo le indicazioni mediche.
Raccomandazioni Aggiuntive
- Attività fisica: è consigliabile evitare attività fisiche intense per alcuni giorni dopo la procedura per permettere al corpo di recuperare
- Controlli di follow-up: il medico programmerà esami di follow-up per monitorare l’espulsione dei frammenti di calcoli e verificare la risoluzione del problema.
Seguire queste indicazioni aiuta a garantire che la litotrissia extracorporea sia eseguita in modo sicuro ed efficace, minimizzando il rischio di complicazioni e migliorando le probabilità di successo nel trattamento dei calcoli.
Sedi INI dove è presente il litotritore:

